Come Costruire Piani di Disaster Recovery e Infrastrutture Fault-Tolerant per una Continuità 24/7
- STEEME COMUNICATION snc

- 3 giorni fa
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Garantire la continuità operativa senza interruzioni è una sfida che ogni organizzazione deve affrontare. Nel mio lavoro quotidiano, costruisco piani di disaster recovery (DR) e infrastrutture fault-tolerant per assicurare che i sistemi restino attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In questo articolo, racconto come affronto questo compito, quali strategie utilizzo e quali strumenti considero indispensabili per creare ambienti resilienti e affidabili.

Perché il Disaster Recovery è Fondamentale
Ogni sistema informatico è esposto a rischi: guasti hardware, errori umani, attacchi informatici o disastri naturali. Senza un piano di disaster recovery, un evento critico può causare perdite di dati, interruzioni di servizio e danni economici rilevanti. Il mio approccio parte dalla consapevolezza che la continuità non è un optional, ma una necessità per mantenere la fiducia degli utenti e la competitività sul mercato.
Un piano DR efficace deve essere chiaro, testato e aggiornato regolarmente. Non basta avere un backup: serve un sistema che permetta di ripristinare rapidamente le funzionalità essenziali, riducendo al minimo i tempi di inattività.
Come Costruisco un Piano di Disaster Recovery
Analisi dei Rischi e delle Priorità
Il primo passo è valutare quali sono i rischi più probabili e quali sistemi sono critici per l’azienda. Per esempio, in un’azienda di e-commerce, il sistema di pagamento e il database clienti sono prioritari. In un’azienda di produzione, invece, potrebbe essere il controllo delle linee di assemblaggio.
Questa analisi mi permette di definire:
Quali dati devono essere protetti prioritariamente
Quali sistemi devono essere ripristinati prima
Quali sono i tempi accettabili di inattività (Recovery Time Objective - RTO)
Qual è la quantità massima di dati che si può perdere (Recovery Point Objective - RPO)
Definizione delle Strategie di Backup
Non tutti i backup sono uguali. Uso diverse tecniche in base alle esigenze:
Backup incrementali per risparmiare spazio e tempo
Backup completi periodici per garantire una copia integrale
Backup offsite o su cloud per proteggere da disastri locali
Inoltre, automatizzo i processi di backup per evitare errori umani e verifico regolarmente l’integrità dei dati salvati.
Pianificazione del Ripristino
Un piano DR deve includere procedure dettagliate per il ripristino. Creo documenti chiari che spiegano:
Chi è responsabile di ogni fase
Come accedere ai backup
Come configurare nuovamente i sistemi
Come comunicare con il team e gli utenti durante l’emergenza
Organizzo esercitazioni periodiche per testare il piano e identificare eventuali punti deboli.
Costruire Infrastrutture Fault-Tolerant
Cosa Significa Fault-Tolerant
Un’infrastruttura fault-tolerant è progettata per continuare a funzionare anche in caso di guasti parziali. Questo si ottiene con ridondanze, sistemi di monitoraggio e meccanismi di failover automatico.
Componenti Chiave
Ridondanza hardware: server, alimentatori, dischi e reti duplicati per evitare singoli punti di guasto.
Bilanciamento del carico: distribuisce il traffico su più risorse per evitare sovraccarichi.
Failover automatico: in caso di guasto, il sistema passa immediatamente a un componente di backup senza interrompere il servizio.
Monitoraggio continuo: controllo costante dello stato dei sistemi per intervenire prima che un problema diventi critico.
Esempio Pratico
In un progetto recente, ho implementato un cluster di database con replica sincrona tra due data center distanti 50 km. Questo ha permesso di mantenere i dati sempre aggiornati e di passare da un centro all’altro in pochi secondi in caso di emergenza, garantendo continuità totale.

Best Practice per Mantenere la Continuità 24/7
Automatizzare e Monitorare
L’automazione riduce gli errori e accelera le risposte. Uso sistemi di monitoraggio che inviano alert in tempo reale e attivano procedure automatiche di failover o di backup.
Aggiornare e Testare Regolarmente
Un piano DR e un’infrastruttura fault-tolerant non sono mai “finito”. Devono evolvere con i cambiamenti tecnologici e le nuove minacce. Testo ogni modifica con simulazioni realistiche per garantire che tutto funzioni come previsto.
Formare il Team
La tecnologia è importante, ma senza un team preparato il piano DR fallisce. Organizzo sessioni di formazione per far conoscere a tutti i ruoli le procedure da seguire in caso di emergenza.
Conclusione
Costruire piani di disaster recovery e infrastrutture fault-tolerant richiede attenzione, esperienza e un approccio metodico. La chiave è capire quali sono le priorità dell’azienda, scegliere le tecnologie giuste e mantenere tutto aggiornato e testato. Solo così si può garantire una continuità operativa reale, senza interruzioni, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.




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