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Costruire Resilienza Operativa attraverso Piani di Disaster Recovery e Infrastrutture Fault-Tolerant

  • Immagine del redattore: STEEME COMUNICATION snc
    STEEME COMUNICATION snc
  • 17 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Garantire la continuità operativa 24/7 è una sfida che richiede attenzione, pianificazione e tecnologie adeguate. Nel mio lavoro quotidiano, costruire piani di Disaster Recovery (DR) e infrastrutture fault-tolerant è una priorità assoluta per proteggere i sistemi da interruzioni impreviste e garantire che i servizi rimangano sempre disponibili. Voglio condividere come affrontiamo questo compito, quali strategie adottiamo e quali strumenti utilizziamo per creare ambienti resilienti e affidabili.


Vista frontale di un centro dati con server ridondanti e sistemi di backup
Centro dati con infrastruttura fault-tolerant

Perché la resilienza operativa è fondamentale


Le interruzioni possono derivare da molte cause: guasti hardware, errori umani, attacchi informatici o disastri naturali. Ogni minuto di inattività può tradursi in perdite economiche, danni all'immagine e insoddisfazione dei clienti. Per questo, costruire sistemi che resistano a questi eventi è essenziale.


La resilienza operativa significa più che avere un piano di emergenza: significa progettare infrastrutture che continuino a funzionare anche quando un componente fallisce. Questo richiede un approccio integrato che combina tecnologie, processi e formazione del personale.


Come costruiamo i piani di Disaster Recovery


Un piano di Disaster Recovery efficace parte da una valutazione dettagliata dei rischi e delle priorità aziendali. Ecco i passaggi chiave che seguiamo:


  • Analisi dell’impatto sul business (BIA)

Identifichiamo le funzioni critiche e stimiamo le conseguenze di un’interruzione. Questo ci aiuta a definire i tempi massimi di inattività accettabili (RTO) e la quantità di dati che si possono perdere (RPO).


  • Definizione delle strategie di recupero

Scegliamo le soluzioni più adatte, come backup regolari, repliche in tempo reale o ambienti di failover. Ogni strategia è personalizzata in base alle esigenze specifiche del cliente.


  • Documentazione dettagliata

Scriviamo procedure chiare per il ripristino, assegnando ruoli e responsabilità. Questo facilita l’intervento rapido e coordinato in caso di emergenza.


  • Test periodici

Eseguiamo simulazioni per verificare che il piano funzioni davvero. I test aiutano a individuare punti deboli e a migliorare continuamente il processo.


Infrastrutture fault-tolerant: come le progettiamo


Per garantire la continuità senza interruzioni, le infrastrutture devono essere progettate per tollerare guasti senza perdere dati o funzionalità. Ecco alcune delle tecniche che utilizziamo:


  • Ridondanza hardware

Installiamo componenti duplicati, come server, alimentatori e connessioni di rete. Se un elemento si guasta, l’altro prende il suo posto senza interrompere il servizio.


  • Cluster e bilanciamento del carico

Configuriamo gruppi di server che lavorano insieme. Il traffico viene distribuito in modo da evitare sovraccarichi e garantire disponibilità anche in caso di guasto di un nodo.


  • Backup e replica dei dati

I dati vengono copiati regolarmente su sistemi separati, anche in sedi geografiche diverse. Questo protegge da perdite causate da disastri locali.


  • Monitoraggio continuo

Utilizziamo sistemi di monitoraggio che segnalano anomalie in tempo reale, permettendo interventi preventivi prima che si verifichino problemi gravi.


Esempi concreti di implementazione


In un progetto recente, abbiamo lavorato con un’azienda che gestisce servizi online critici. Il loro obiettivo era mantenere la piattaforma attiva 24 ore su 24, anche in caso di guasti hardware o attacchi DDoS.


Abbiamo implementato un sistema di cluster con bilanciamento del carico geografico, replicando i dati su due data center distanti. Il piano di Disaster Recovery prevedeva backup incrementali ogni ora e procedure di failover automatico. Dopo un test di simulazione di guasto, il sistema ha dimostrato di poter riprendere il servizio in meno di cinque minuti, con perdita di dati minima.


Un altro caso riguarda una società di produzione che voleva proteggere i propri sistemi di controllo industriale. Qui abbiamo adottato una strategia di ridondanza hardware e backup offline, con un piano di emergenza che includeva anche la formazione del personale per gestire situazioni critiche.


Vista laterale di server con sistemi di backup e monitoraggio attivi
Server con sistemi di backup e monitoraggio per continuità operativa

Consigli pratici per costruire resilienza operativa


Se vuoi iniziare a costruire un piano di Disaster Recovery e un’infrastruttura fault-tolerant, ecco alcuni suggerimenti utili:


  • Conosci bene i tuoi sistemi

Mappa tutte le applicazioni e i dati critici. Senza questa conoscenza, è impossibile definire priorità corrette.


  • Coinvolgi tutte le funzioni aziendali

La resilienza non riguarda solo l’IT. Coinvolgi chi gestisce i processi, la sicurezza e le risorse umane.


  • Automatizza dove possibile

Automatizzare backup, monitoraggio e failover riduce errori e velocizza le risposte.


  • Aggiorna e testa regolarmente

Un piano vecchio o mai testato è inutile. Programma revisioni e simulazioni periodiche.


  • Prepara il personale

La tecnologia da sola non basta. Il team deve sapere cosa fare in caso di emergenza.


Guardare avanti per una resilienza sempre migliore


La tecnologia evolve e con essa anche le minacce e le opportunità. Per questo, costruire resilienza operativa è un processo continuo. Nuove soluzioni come il cloud ibrido, l’intelligenza artificiale per il monitoraggio predittivo e le reti software-defined stanno cambiando il modo in cui proteggiamo i sistemi.


Il mio consiglio è di partire da una base solida, con piani chiari e infrastrutture affidabili, e poi adattarsi alle novità senza perdere di vista l’obiettivo: garantire che i servizi restino sempre attivi, senza interruzioni.



 
 
 

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